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Quando acquisire dati diventa indispensabile per il Brand

Acquisire i dati che ogni giorno girano in rete e imparare ad analizzarli diventa sempre più indispensabile per strategie di marketing efficaci. Ecco quindi un approfondimento per comprenderne le dinamiche e non farsi cogliere impreparati.

Immaginate di avere un appuntamento al buio e dover scegliere il ristorante senza alcuna idea dei gusti della persona che dovrete incontrare. Iniziate a chiedere pareri, leggete recensioni e infine scegliete sulle basi generiche del trend del momento. Il risultato è una cena in un ristorante che serve esclusivamente carne alla brace. Le variabili sono molte, ma contate sul fatto che il prodotto servito è ottimo e che ad ogni modo sarà un successo. Il fatto è che la persona che avete invitato è vegetariana. Non ci avevate pensato? Ebbene, quando non si hanno dati sufficienti, il rischio di fare scelte sbagliate è piuttosto alto.

Per vostra fortuna non abbiamo intenzione di offrirvi un decalogo per l’appuntamento al buio perfetto. Ci accontentiamo di darvi qualche “dritta” per fare in modo che le vostre strategie di marketing siano mirate al giusto target. E per far sì che questo avvenga è di estrema importanza capire il ruolo che riveste l’acquisizione dei dati.

Ogni azione è misurabile, ogni nostro movimento, acquisto o post sui social può diventare parte di un’analisi approfondita per generare azioni mirate. Se un tempo il marketing si basava principalmente su intuizioni generate dallo studio dei trend, oggi le cose sono molto differenti. Il concetto di marketing intuitivo è meno decisivo e si è passati ad una più proficua analisi dei numeri.

Non solo è cambiato il modo di strutturare le strategie di marketing, ma anche il modo di approcciarsi al proprio target, che col tempo è passato da essere una percentuale, ad individuo pensante, con necessità specifiche (“IL VOSTRO BRAND AL CENTRO DELLA DISCUSSIONE! L’UTENTE ASSUME IL RUOLO DI PROTAGONISTA ATTIVO”). Oggi attraverso l’elaborazione dei dati è infatti possibile determinare il bisogno del singolo individuo e creare i presupposti perché questo bisogno venga soddisfatto.

Per farvi capire meglio di cosa stiamo parlando provate a effettuare una ricerca su Google inserendo un set di parole chiave specifiche (ad esempio “recensioni macchine fotografiche reflex”), guardatevi qualche sito sull’argomento e poi chiudete la pagina. Ora effettuate il login sulla vostra pagina Facebook o sul vostro account di posta elettronica online (Gmail o Libero ad esempio). Ci saranno ottime possibilità che i banner pubblicitari riportino pubblicità di macchine fotografiche reflex. Questo non è un caso, non è il destino e tanto meno un rito voodoo. Semplicemente avete sottoscritto il libero accesso ai vostri dati, che vengono costantemente monitorati ed elaborati per poi esservi riproposti sotto forma di bisogni (azioni di re-marketing).

Esistono sistemi sempre più evoluti per elaborare i dati, ci riferiamo a quelli che vengono definiti i Big Data, ovvero l’elaborazione di enormi quantità di dati non strutturati. Queste nuove tecniche stanno prendendo sempre più piede, anche se al momento le aziende che si affidano a questo sistema sono ancora poche, si parla del 12% delle società americane. Nel resto del mondo i dati sono ancora più bassi. Un dato che nel futuro è comunque destinato a crescere.

I Big Data assumono un’importanza rilevante per capire come migliorare le vendite online o come migliorare le performance di produttività di un sistema abbastanza complesso. Per farlo servono grandi quantità di dati frammentari e non strutturati che in tempi brevi devono tradursi in analisi chiare e definite.

Al momento ci accontentiamo di conoscerne l’esistenza dei Big Data e di tenere d’occhio il trend, focalizzandoci invece su strumenti più “tradizionali” e indispensabili per la buona riuscita di un progetto digitale. Attraverso l’utilizzo di strumento di Analytics è possibile determinare il comportamento degli utenti e prendere decisioni basate su reali bisogni. Per un approfondimento su questo argomento vi consigliamo di leggere l’articolo “WEB ANALYTICS? SI GRAZIE!”.

Attraverso l’uso di strumenti software come ERP (Enterprise Resource Planning) o CRM (Customer Relationship Management) è possibile monitorare le performance in base a KPI (in italiano Indicatore Chiave di Prestazione) precedentemente definite e quindi determinare il successo di un progetto specifico. I primi due sono applicativi che ci permettono di gestire le attività ed i flussi operativi della nostra azienda. Ad esempio vengono tracciate le azioni di marketing, il ciclo di vendita, le percentuali di chiusura delle offerte, i numeri legati al fatturato, le attività, i resi, i ticket di assistenza, i feedback postivi e negativi post vendita, e molto altro ancora… . Questi numeri vengono valutati nel tempo sulla base di indicatori di performance (KPI) pensati e creati per ogni obiettivo che si vuole raggiungere. Non esistono indicatori universali anche se alcuni sono codificati ed utilizzati spesso; si pensi ad esempio al R.O.I. (tasso di ritorno sull’investimento fatto ad esempio per una campagna promozionale). Tutto è relativo al proprio modello di business ed è specifico per ogni strumento di comunicazione, progetto o attività che si vuole monitorare. E’ un mondo molto interessante di cui parleremo in futuro.

I dati che riceviamo e che possiamo misurare sono diventati quindi la vera linfa di ogni business. Avvalersi di professionisti esperti in grado di comprenderli e interpretarli dovrebbe essere una priorità per ogni azienda che intende sviluppare progetti digitali efficaci. Quindi, se ancora non l’avete fatto, pensateci seriamente!

04 Maggio 2015
BITDESIGN TEAM
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