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SEO E SEM. Essere nel posto giusto al momento giusto

Il posizionamento sui motori di ricerca è di vitale importanza per il vostro Brand. Impariamo a comprendere le attività che vi permettono di non essere semplicemente uno dei tanti risultati presenti nelle SERP dei motori di ricerca.

Per entrare subito nel vivo dell’argomento partiamo con un esempio molto pratico: vi trovate per strada e improvvisamente vi ricordate di non aver comprato una lampadina. Vi voltate per cercare un elettricista e scoprite che è proprio davanti a voi. Potremmo quindi dire che il SEO è un insieme di operazioni che permette ad un’attività di essere trovata nel momento in cui il bisogno dell’utente si manifesta.

SEO significa Search Engine Optimization, ovvero ottimizzazione per i motori di ricerca, ed è l’insieme di tutte quelle operazioni che permettono al vostro sito web di essere trovato più facilmente sui motori di ricerca come Google. Mentre quando si parla di SEM, Search Engine Marketing, ci si riferisce invece a tutte quelle attività a pagamento per raggiungere lo stesso scopo del SEO. Uno fra gli strumenti più famosi del SEM è senza alcun dubbio Google AdWords.

Iniziamo subito col dirvi che sull’argomento sono stati scritti veri e propri trattati e non sarà certo un articolo a rendervi padroni dell’argomento. Quello che, però, ci preme farvi sapere è che oggi come oggi, senza una sana e seria attività di SEO, avrete poche possibilità di essere competitivi sul mercato. È quindi giunto il momento di rimboccarvi le maniche e iniziare a capire di cosa si tratta veramente e soprattutto a chi affidarvi per essere certi di trovarvi in buone mani.

La crescita dell’utilizzo dei motori di ricerca, in particolar modo di Google, è stata davvero esponenziale: si è passati da 9.800 ricerche al giorno nel 1998 per arrivare a 5.740.000.000 ricerche giornaliere nel 2014 (fonte: Statistic Brain). Sono dati che lasciano senza parole e, come potrete immaginare, questa crescita ha creato i presupposti per regolamentare la modalità di visualizzazione dei risultati. Per restare sugli esempi: “quando cercate scarpe non vi vengono proposte patate”, sembra una frase scontata, ma in realtà è il risultato di uno studio approfondito che ha dato vita ad una serie di algoritmi, alcuni conosciuti e altri segreti, che permettono a Google di valorizzare ogni pagina di ciascun sito web presente in rete (dando un valore numerico da 1 a 10, detto anche PageRank) e stabilirne l’affidabilità e la coerenza tra contenuto e parola chiave (keyword) ricercata. Per comparire nelle prime posizioni sulle pagine di Google (conosciute anche come SERP, Search Engine Report Page), dovete quindi piacere a Google stesso rispettando le sue indicazioni.

Pur non essendo nostra intenzione scrivere una guida su come ottimizzare un sito web, è utile che voi sappiate quali sono almeno alcune delle molteplici attività che occorre eseguire per ottenere risultati apprezzabili. Si tratta di un processo lento, quindi serve pazienza. Può anche essere necessario un anno per iniziare a vedere i primi risultati “organici” (ovvero non a pagamento).

In caso di progetto nascente, l’attività di ottimizzazione inizia già durante la progettazione e lo sviluppo del sito, prevedendo interventi sul codice e sulla logica di fruizione, sulla costruzione delle pagine, nonché sulle performance del server su cui il sito è ospitato.
A questa prima fase del SEO, decisamente più “meccanica”, segue la fase più complessa legata allo studio dei contenuti. È di importanza rilevante che ogni elemento che compone il sito racchiuda in sé tag (meta, title, description, alt etc.), dati strutturati e keywords (le più ricercate), che riconducano al vostro Brand e soprattutto alla vostra categoria merceologica o di servizi.

Ogni elemento deve essere al “posto giusto” e con la “frequenza giusta” evitando eccessi o mancanze che potrebbero rivelarsi controproducenti. Questo processo non riguarda soltanto i testi (come molti di voi possono pensare). È importante sapere che anche un’immagine, un video e gli elementi che compongono la struttura stessa della pagina (parti di “codice”), possono contenere informazioni utili per il motore di ricerca. Ora che abbiamo “ottimizzato il codice del sito”, è fondamentale un altro aspetto: l’indicizzazione, ovvero quell’insieme di tecniche e strumenti che permettono alle pagine di un sito internet di essere più facilmente inserite negli indici dei motori di ricerca, come ad esempio lasitemap”.

Concluse le attività SEO sul proprio sito web (dette anche onpage), inizia un duro lavoro di link building (in questo caso si parla di attività offpage), ovvero fare in modo che i link di alcune pagine specifiche del vostro sito, si propaghino nel web in modo che gli utenti (e di conseguenza i motori) vengano indirizzati verso di voi . È un’attività complessa che richiede molta esperienza ed è alla base del posizionamento di una pagina per keywords specifiche (mai singole, sempre composte da almeno due o tre parole). La soluzione ottimale sarebbe che i link verso le pagine del nostro sito siano “ancorati” a parole chiave specifiche. Ad esempio: se abbiamo un sito di ricette vegetariane e in un blog di cucina molto noto (e quindi ad alto valore di Page Rank) viene citato il nostro sito, l’ideale sarebbe che il link sia messo proprio sulle parole “ricette vegetariane” quando se ne parla all’interno del testo. Se per di più l’unico sito citato, con relativo link, è il nostro, ancora meglio!

Per aumentare il vostro ranking (posizione suoi motori) e favorire la diffusione naturale dei link verso il vostro sito è utile produrre contenuti ponendo al centro le persone che ne fruiranno. Questa è l’accortezza principale suggerita nelle linee guida stesse di Google.
Ogni attività e contenuto che genera coinvolgimento, interesse e freschezza informativa costante è molto apprezzato dalle persone e di conseguenza dal motore di ricerca, ricordatelo sempre!

Di recente le cose si sono complicate ancora di più. Per l’esattezza il 21 aprile 2015 Google ha cambiato le regole. Iniziate pure a preoccuparvi perché la grande novità è che se il vostro sito non è ottimizzato per i dispositivi mobile, verrà ampiamente penalizzato. Questo vuol dire che anche un sito che vanta le primissime posizioni potrebbe retrocedere di pagine e pagine. Per capire se siete ancora “graditi”, Google ha messo a disposizione un servizio per testare la compatibilità del vostro sito con i dispositivi mobili. Quindi, se ne avete uno, provate anche voi, sempre che la cosa non vi spaventi troppo: http://bit.ly/1EVi9R3.

A differenza del SEO che genera traffico organico o naturale, le attività SEM, invece, sono più mirate a generare traffico qualificato sfruttando strumenti pubblicitari a pagamento. Lo scopo, naturalmente, è quello di ottenere il maggior numero di visite da parte di utenti interessati ai propri contenuti attraverso una ricerca diretta sui motori. In questo modo sono le persone stesse che si auto-profilano inserendo le proprie chiavi di ricerca e quindi i propri interessi in quel preciso momento. Le attività SEM generalmente sono pianificate e comprendono obiettivi ben precisi, come lo studio dello scenario sui motori di ricerca, l’andamento della notorietà di marca e la creazione di liste di contatti (lead) altamente selezionati.

L’argomento è veramente molto vasto e complesso, ma non preoccupatevene troppo. Avete appreso quello che vi serve sapere, ovvero che è indispensabile per il vostro Brand. Ora siete a conoscenza del fatto che per avere risultati migliori dal vostro sito web occorre rivolgersi ad esperti del settore seri e qualificati, che vi possano dare un concreto sostegno.

06 aprile 2015
BITDESIGN TEAM
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